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martedì 10 gennaio 2017

Adriana Valerio, teologa napoletana, e “Il potere delle donne nella Chiesa. Giuditta, Chiara e le altre”

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Adriana Valerio
NAPOLI - “Il potere delle donne nella Chiesa. Giuditta, Chiara e le altre” è l’ultima fatica di Adriana Valerio, teologa napoletana, da anni impegnata nella ricostruzione del ruolo e dell’immagine della donna nei testi sacri. Edito da Laterza, il volume, in 160 pagine, attraverso l’esempio di straordinarie figure femminili, spiega perché sia giusto che anche le donne abbiano ruoli di potere e decisionali all’interno della sfera ecclesiastica.

lunedì 24 ottobre 2016

A Roma l’arte di rappresentare l’Invisibile nella mostra “Il Divino e la Bellezza redenta”. Cento icone a Santa Caterina della Rosa ai Funari

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ROMA - Si è conclusa il 23 ottobre 2016, tra il plauso e l’ammirazione di migliaia di visitatori, la mostra “Il Divino e la Bellezza redenta” del Laboratorio di spiritualità e tecnica dell’Icona “La Glikophilousa” di Roma. Più di cento icone hanno raccontato, per una settimana, nella chiesa di Santa Caterina della Rosa ai Funari, l’arte di rappresentare l’Invisibile. Hanno esposto le icografe Renata Bozzetto e Rossana Leone, suore della comunità del Piccolo eremo delle querce e le allieve e gli allievi del laboratorio: Maurizio Braconi, Gilberta Cecconi, Anna Celotti, Marinella Clemente, Anne Decoster, Cesare Devoto, Paola Gulinelli, Francesca Iemma, Antonella Piscioneri, Angela Redivo, Alessandra Scarfò, Rosella Sciubba, Patrizia Segantini, Maurita Zuccari.

martedì 9 agosto 2016

Le donne della storia d'Italia: Cristina Trivulzio, Grazia Deledda e Nilde Iotti a Macchiagodena, con Nadia Verdile

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Nadia Verdile
MACCHIAGODENA - Da Montecitorio a Piazza de Salvio, le “Italiane” arrivano in Molise. Sabato 13 agosto 2016, a Macchiagodena (Isernia) una serata dedicata alle donne che hanno fatto l’Italia. Dopo il grande successo riscosso alla Camera dei Deputati dove è stata tenuta a battesimo, sarà presentata sabato 13, alle 18,30, nella Piazza Ottavio de Salvio, la Collana editoriale “Italiane”, diretta dalla studiosa molisana Nadia Verdile, edita dalla Pacini Fazzi di Lucca.

lunedì 13 giugno 2016

Al pianista Gianni Bicchierini il “Premio del Pubblico” del Concorso Internazionale di Musica “Leopoldo Mugnone”

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CASERTA - Chiude, con un grande successo di pubblico, la quindicesima edizione del Concorso Internazionale di Musica “Leopoldo Mugnone”. «In un momento così critico per la nostra città – ha dichiarato la direttrice Rosalba Vestini - sono davvero commossa di avere ricevuto il patrocinio dell’Unesco, che è per tutti noi un riconoscimento prestigioso. Questo è un motivo in più per continuare, nonostante le innumerevoli difficoltà, nell’intento di promuovere il nostro territorio esaltandone le sue ricchezze e positività».

lunedì 16 maggio 2016

Luisa Cavaliere a Caserta per la "sua" Nilde Iotti. Libro dei silenzi che parlano e democrazia con le donne

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Luisa Cavaliere
CASERTA - Sarà presentato mercoledì pomeriggio, 18 maggio, alle 18, nella Biblioteca del Seminario di Caserta, il terzo volume della Collana “Italiane” (Pacini Fazzi Editore), diretta da Nadia Verdile, scritto da Luisa Cavaliere. “Nilde Iotti. Come una striscia di sole in una stanza buia” è una storia tra biografia e autobiografia che la scrittrice casertana, cilentana di adozione, ha scritto per raccontare di Nilde Iotti, Palmiro Togliatti, Teresa Mattei, il comunismo e un pezzo di storia nazionale che è stata e che non è più.

martedì 3 maggio 2016

Cristina Trivulzio, Grazia Deledda, Nilde Iotti: “Italiane”. A Parma per conoscere la vita delle donne nella storia

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Nadia Verdile
PARMA - Sarà presentata, in anteprima regionale, nella libreria La Feltrinelli, in via Farini 17, venerdì 9 maggio 2016, alle ore 18, la Collana “Italiane” edita dalla Pacini Fazzi Editore di Lucca e diretta da Nadia Verdile. La scrittrice e giornalista casertana, torna a Parma dopo tre anni con un’altra iniziativa targata Pacini Fazzi. Uno sforzo editoriale per raccontare la vita delle donne che hanno fatto, ciascuna per la propria parte, l’Italia e che troppo spesso sono restate escluse dalla narrazione, dai libri di storia, dalle conoscenze comuni.

mercoledì 17 febbraio 2016

Ricostruzione di genere della storia della Chiesa, Eva Fontana Castelli scrive “Marianna d’Asburgo Lorena"

Ricostruzione di genere della storia della Chiesa, Eva Fontana Castelli scrive “Marianna d’Asburgo Lorena"
La scrittrice Eva Fontana Castelli
MILANO - “Marianna d’Asburgo Lorena. Protagonista di una storia rimossa”, per i tipi di Gabrielli editori, è l’ultima fatica letteraria di Eva Fontana Castelli. Studiosa milanese, che da anni si occupa della storia della Compagnia di Gesù e degli istituti ignaziani, femminili e maschili tra Settecento e Ottocento, Fontana Castelli ha dato alle stampe un libro che è una preziosa tessera nel mosaico della ricostruzione di genere della storia della Chiesa, nella sua accezione più ampia e complessa. Uno studio minuzioso, originale e ricco di spunti per nuove e necessarie ricerche, che restituisce vita ad una donna, Marianna d’Asburgo Lorena, blasonata arciduchessa, figlia del granduca Pietro Leopoldo e dell’infanta di Spagna Maria Luisa di Borbone, vittima e protagonista di una società che del passaggio femminile si è poco curata, la cui biografia è rimasta celata per due secoli.
«Il senso di questo studio – dice l’autrice – è quello di ridare a Marianna presenza e voce attraverso una breve biografia e la pubblicazione di alcuni carteggi, riferiti anche ad un particolare periodo della formazione umana e spirituale di Leopoldina Naudet, che di Marianna fu compagna, amica, nella tormentata esperienza paccanarista. La damnatio memoriae che ha colpito l’arciduchessa è da attribuire alla scabrosità e gravità delle accuse mosse a Paccanari e all’epilogo drammatico del processo, che portò alla dispersione dell’istituto».
In un tempo in cui è necessario ricostruire la storia delle donne, anche nella Chiesa, come fa la teologa Adriana Valerio da decenni, questo testo porta un contributo prezioso. Il volume, scritto in modo chiaro e attento, è un viaggio tra sentimenti e storia, un’incursione nei vecchi archivi per riportare luce su tenebre non richieste, ed è parte di una Collana voluta dalle Sorelle della Sacra Famiglia, fondate da Naudet che tanta parte ebbe nella vita di Marianna e tanto apprese e ricevette dall’arciduchessa, badessa di Praga, madre generale dei Padri della fede. Il progetto delle Sorelle ha un’ambizione: ricostruire, attraverso una Collana di studi, la storia della Congregazione, fondata a Verona nel 1816 per opera di Naudet, che fin dall’inizio si dedicò alle donne, alla loro formazione, alla loro crescita spirituale. La Collana raccoglie ricerche e documenti su quante interagirono con la fondatrice e con il suo percorso di fede. Una serie di pubblicazioni che hanno e avranno il compito di valorizzare gli scritti della fondatrice della Sorelle della Sacra Famiglia, la sua personalità e la sua opera.

Ricostruzione di genere della storia della Chiesa, Eva Fontana Castelli scrive “Marianna d’Asburgo Lorena"

Fontana Castelli dedica la prima parte del volume alla biografia della badessa, ricostruendo le vicende dell’infanzia e della formazione a Firenze; poi la parentesi viennese e l’arrivo a Praga, l'incontro con gli émigrés, la Société du Sacré Coeur e quindi con Niccolò Paccanari, figura centrale nelle scelte religiose dell’arciduchessa; la ricerca fa luce sull’inizio della Compagnia della fede di Gesù e sulla nascita delle Dilette di Gesù. Di grande interesse è il racconto dei viaggi di Marianna che la studiosa ripercorre quali tappe cruciali per le sue scelte di vita: Venezia, Padova, Loreto. Poi il processo Paccanari, il procedimento inquisitoriale, Marianna che diventa Madre generale dei Padri della fede, fino all’esilio e alla conclusione di una vita che diremmo eccezionale, fuori dalle logiche ecclesiastiche e dinastiche. La seconda parte del lavoro è di grande interesse, invece, per la conoscenza della badessa. L’autrice trascrive il carteggio di Marianna con papa Pio VII e con padre Serafino Mannucci, paccanarista e affida la chiusura del suo lavoro al testamento della protagonista, che viene trascritto. 
Appassionato come può essere un romanzo, rigoroso come deve essere un saggio storico, questo libro merita attenzione, suscita attenzione, apre la strada a nuovi percorsi di ricerca.

martedì 16 febbraio 2016

Dramma della violenza contro le donne, Antonella Palermo mette nero su bianco col suo “Veronica - Solo l’amore non basta”

Dramma della violenza contro le donne, Antonella Palermo mette nero su bianco col suo “Veronica - Solo l’amore non basta”
La giornalista e scrittrice Antonella Palermo
CASERTA - Veronica è la protagonista, Veronica è un senhal, Veronica è le donne, Veronica è un pugno al cuore. Antonella Palermo, giornalista e scrittrice casertana, dopo anni di studi sul dramma della violenza contro le donne, ha messo nero su bianco una storia vera, raccontata come un romanzo, denunciata come un’inchiesta. “Veronica - Solo l’amore non basta” per i tipi di CentoAutori, è da qualche giorno il libreria. Veronica e Ludovico vivevano a Mondragone, città simbolo delle mutazioni genetiche che anche i luoghi subiscono quando la mano perversa dell’uomo cambia i connotati agli spazi non solo urbani ma anche storici e naturali. L’antica Sinuessa, l’opulenta e lussureggiante meta balneare dell’aristocrazia romana, trasformata nel tempo in un luogo dove l’abusivismo, non solo edilizio, ha cancellato la bellezza del mare, l’oro caldo e morbido della sabbia. Veronica e Ludovico sono esistiti.
Ludovico esiste. Veronica non c’è più. La loro storia d’amore a senso unico somigliava alle tante storie adolescenziali fatte di incontri e scontri, di baci e ritrosie. La loro storia d’amore a senso unico era la storia di Veronica che amava e di Ludovico che picchiava. Una storia d’amore e di violenza di cui troppi esempi la cronaca continua a registrare.
«Nelle storie di violenza di genere e di femminicidio – dice l’autrice - c’è sempre un filo conduttore: l’amore. È sempre in nome dell’amore - amore negato, respinto, rubato - che si fa del male, che si arriva persino a uccidere. Ma come si fa a riconoscere quella linea sottile oltre la quale non è più amore? Quand’è che non c’entra più l’amore? E soprattutto: come può saperlo una ragazza appena ventenne come Veronica e come possono saperlo tutte le ragazze, le ragazze di ogni età, che a 20, 30, 50 anni, vivono una storia d’amore con la stessa incondizionata fiducia che si ha a quindici anni? Nasce così l’idea di raccontare Veronica e il suo amore per Ludovico».

Dramma della violenza contro le donne, Antonella Palermo mette nero su bianco col suo “Veronica - Solo l’amore non basta”

Il libro di Palermo è doloroso quanto il dramma che si consuma nelle stanze di case anonime, in quelle cucine dove ai fornelli c’è quasi sempre una donna e sui divani quasi sempre un uomo. La storia di Veronica è una storia vera, quella di Ludovico pure. Solo che lui, in carcere, vive per ricostruirsi una vita. Veronica giace sepolta senza più vita, senza più speranze e qualche volta senza più il ricordo. Ogni volta che una donna muore uccisa per le mani di un uomo, Veronica e tutte le Veronica del mondo muoiono in silenzio. Il libro di Antonella Palermo è un urlo in quel silenzio.

sabato 7 giugno 2014

Real Libro di Carditello. Le visite guidate, pagina per pagina, da Nadia Verdile

CASERTA - Da Maria Luisa alla Reggia di Carditello il passo è breve e non poteva essere diversamente. Esce infatti, dopo un anno esatto da Maria Luisa la Duchessa Infanta, l’ultima fatica letteraria di Nadia Verdile, che questa volta ci racconta della storia di un piccolo gioiello dal nome in rima: Carditello appunto. E non poteva essere altrimenti per una come l’autrice che da tempo è all’erta sulle vicende che hanno interessato il Real Sito di San Tammaro. Come firma de Il Mattino di Caserta ha seguito per la pagina culturale tutto quel che per Carditello si faceva e non si faceva. Ha raccontato il degrado e il disinteresse, ma anche tutta l’attenzione riversa dalle associazioni del territorio, che hanno marciato, è proprio il caso di dirlo, per la piccola reggia di San Tammaro, comune in provincia di Caserta, come in una battaglia (pacifica ma non per forza meno veemente) conclusasi, a oggi, con una piccola vittoria. Una battaglia vinta anche grazie alle Istituzioni, come non succedeva da anni. Sì, perché è accaduto che qualcuno dall’alto ha preso a cuore quella domanda che proveniva dal basso e ne ha sposato l’entusiasmo. Tutto ciò è confluito, insieme col sudore, nel libro “La Reggia di Carditello, tre secoli di storia tra fasti e feste, furti e aste, angeli e redenzioni" edito da Ventrella Edizioni. Un libro che si apre con la prefazione di una persona d’eccezione come l’onorevole Massimo Bray, ministro dei Beni culturali nel precedente Governo Letta. E scusate se è poco. È lui (Continua a leggere...)

sabato 31 maggio 2014

“La Reggia di Carditello, tre secoli di storia tra fasti e feste, furti e aste, angeli e redenzioni”. Libro di Nadia Verdile

CASERTA - Carditello, la reggia svelata, nel nuovo libro di Nadia Verdile. Anteprima nazionale a Caserta, con Massimo Bray, al Teatro Don Bosco. Sarà tenuto a battesimo da Bray, già ministro dei Beni culturali, il 5 giugno 2014 nel Teatro dei Salesiani di Caserta, alle 18, il libro “La Reggia di Carditello, tre secoli di storia tra fasti e feste, furti e aste, angeli e redenzioni”, per i tipi della Ventrella Edizioni, scritto da Verdile, giornalista e storica, antica studiosa e conoscitrice del Real Sito. La vicenda artistica e politica di uno dei luoghi più amati e abbandonati d’Italia, è racchiusa in questo libro, diviso in tre sezioni che, in 220 pagine, condensa e spiega fatti, cronache, documenti storici (anche inediti) e dona un apparato fotografico straordinario, con molte tavole mai pubblicate. Frutto di un lungo studio che Verdile ha compiuto negli anni, gli stessi in cui proprio per il suo giornale ha raccontato tutte le disavventure e le speranze del gioiellino borbonico nella Terra dei Fuochi, il libro è diviso in tre parti essenziali: dopo un ampio capitolo dedicato alla storia, scritta con rigore scientifico e dovizia di approfondimenti, segue quello dedicato agli ultimi venti anni della reggia in cui l'autrice fa i nomi di quanti sono passati per la reggia, di quelli che hanno promesso e poi mai mantenuto, raccoglie le interviste, le dichiarazioni, racconta quello che spesso si dimentica. A Tommaso Cestrone, l'angelo di Carditello, e alle associazioni che per anni si sono battute per la tutela (Continua a leggere...)

venerdì 22 novembre 2013

"Utopia sociale Utopia economica" nel nuovo libro di Nadia Verdile

"Utopia sociale Utopia economica" (Editore (Danape-IlMioLibro.it). Questo il titolo che la scrittrice Nadia Verdile ha dato al suo nuovo libro. Le esperienze di San Leucio e di New Lanark. Due utopie. A Caserta, nella Colonia Reale di San Leucio, la regina Maria Carolina d'Asburgo, sovrana del Regno di Napoli, volle sperimentare il primo tentativo di utopia sociale dove le donne e gli uomini, per legge, erano uguali. A New Lanark, in Scozia, Robert Owen trasformò una fabbrica tessile, di cui era proprietario, in un luogo di produzione modello.
ilmiolibro.kataweb.it
Nadia Verdile. Nata a Napoli il 23 marzo 1965. Laureata in Lettere Moderne con 110 e lode, pubblicazione della tesi Contributi alla biografia di Margherita Sarrocchi in «Rendiconti dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti».
Membro della S.I.S. – Società Italiana delle Storiche
Membro della SISEM – Società Italiana Storia dell’Età Moderna.
Giornalista pubblicista.
Docente di Italiano e Storia presso l’Istituto Statale d’Arte “San Leucio” in Caserta.
Direttrice periodico trimestrale a diffusione nazionale «La Risposta»... Continua

"Maria Luisa la duchessa Infanta". Il libro di Nadia Verdile alla Hamletica

Martedì 14 maggio 2013, ore 18, alla Hamletica libri di Maddaloni, "Maria Luisa la duchessa Infanta”. Da Madrid a Lucca una borbone sullo scacchiere di Napoleone, di Nadia Verdile. A parlare con l’autrice la giornalista Laura Cesarano. Coordina la professoressa Clementina Carfora. Il 13 marzo 1824, a soli 42 anni, moriva dopo una vita travagliata e mai felice, Maria Luisa di Spagna, ultima duchessa di Lucca, rampolla di una potente famiglia vituperata dalla storia: i Borbone. Fecero parte delle sue radici e della sua esistenza città di straordinaria bellezza, Napoli del padre e Parma materna, Madrid sua culla, Firenze del suo primo Regno, Lucca preziosa, patria degli ultimi suoi anni, Roma che le chiuse per sempre gli occhi.
Napoleone Bonaparte mise le mani nella vita di Maria Luisa e gliela rese invivibile, amara, dura. Le diede e tolse regni, le negò ascolto, la fece prigioniera, la privò dei figli, la usò, la derise, la rese infelice. Maria Luisa lo odiò, ma resistette. E ne vide la fine. In Europa, con il Congresso di Vienna, Austria Inghilterra Prussia e Russia decidevano le sorti dei popoli.
Maria Luisa dopo tanto soffrire e peregrinare aveva in cuore il desiderio di trovare pace e regno; voleva Parma, i lucchesi volevano la Repubblica. Tuttavia proprio a Lucca profuse ogni suo sforzo in un progetto politico di buongoverno ispirato alla saggezza, alla clemenza e alla prosperità della cultura e delle arti.
La scrittrice... Continua