giovedì 16 febbraio 2017

"Che fine ha fatto Baby Jane?". Il thriller candidato a Cannes e agli Oscar al Teatro Stanze Segrete

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ROMA - Lukas Heller ed Henry Farrell, Che fine ha fatto Baby Jane? Adattamento e regia di Susanna Lauletta e Alessandra Silipo. Il thriller candidato a Cannes e agli Oscar arriva a teatro con Alessandra Silipo, Susanna Lauletta, Fabrizia Scopinaro, Ilaria Orlando, Michele Prosperi. Dal 28 febbraio al 12 marzo 2017 dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 19. Teatro Stanze Segrete, via della Penitenza 3.

Candidato nel 1963 per il Premio Oscar, il Festival di Cannes, I Golden Globe e I BAFTA, il thriller gotico “Che fine ha fatto Baby Jane”, pellicola che vide protagonista una grandissima Bette Davis insieme a Joan Crawford, arriva al Teatro Stanze Segrete di Roma dal 28 febbraio al 12 marzo con la regia di due donne: Susanna Lauletta e Alessandra Silipo.

Follia, immobilismo, suspance e paura, gli ingredienti del romanzo firmato Henry Farrell, vengono ricreati dalle due registe all’interno degli spazi “claustrofobici” del Teatro Stanze Segrete che, per l’occasione si veste di inquietudine e atmosfere noir.

La storia è nota: Blanche e Jane Hudson (sulla scena Susanna Lauletta e Alessandra Silipo), due sorelle entrambe attrici, vivono incastrate in un legame di morbosa apparente indifferenza sull’eco della loro rivalità. Costrette a vivere insieme a causa di un incidente che ha sconvolto la carriera e la vita di entrambe, si muovono quotidianamente, prigioniere di se stesse, nel proprio interminabile e meccanico labirinto mentale. 

Un senso di colpa assordante che silenziosamente rimbalza in ogni gesto e parola determinando un crudele e sottile confronto. La precedente gelosia e l’attuale le dipendenza l’una dall’altra creano un rapporto di astio dispettoso e di tacito reciproco rimprovero per la propria condizione. 

Liberarsene, rompere questo legame fortemente radicato provocherà degli squilibri che inevitabilmente non si potranno controllare.

Completamente inedita e originale è invece la scelta di un teatro così raccolto come Stanze Segrete, che amplifica il senso claustrofobico della reciproca reclusione alla quale si condannano le due sorelle, e ne immerge totalmente lo spettatore, reso personaggio attraverso la collocazione alle sue spalle della vicina. 

Un modalità tutta teatrale per portare lo spettatore dentro l’incubo, coinvolgendolo con la vicinanza quasi tattile agli attori, gli odori e l’atmosfera onirica e surreale, thriller e inquietante.

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